Le imprese ancora tentano di far emergere il brand spendendo soldi in comunicazione.

Più il tempo passa e sempre più si siamo sottoposti a migliaia di messaggi più o meno commerciali, più o meno persuasivi. C’é un grande intasamento delle timeline di Facebook, appelli all’acquisto su Instagram con laborioso utilizzo di foto e video, pubblicità tradizionali su ogni dove, persino sulla tovaglietta della tavola calda dov’è vado a pranzo (che qualcuno avrà pure sponsorizzato).

Ma funziona? È misurabile? Come? Quante vendite fatte nel periodo d’investimento?

Sarò vecchio, ma tutto questo non ha più senso. Non ne vale la pena!

Il pubblico, nello specifico l’utente che può interessare all’azienda come potenziale cliente, è distrattissimo da una quantità di messaggi impressionante, ovunque vada.

Meglio tornare all’arco con le frecce: prima prendiamo la mira (bene) e poi si tira.

Semplice a dirsi, ma questo si fa in silenzio, ascoltando, carpendo informazioni, studiando l’obiettivo e con tanta paziente concentrazione. Con una buona mira, a freccia scoccata si lancia la proposta, mai prima…!